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12. listopadu 2019 ..:: Vini » I bianchi del Piemonte ::.. Zaregistrovat se  Přihlásit se
  

  

 

I BIANCHI DEL PIEMONTE

Da bere freschi per esaltare i profumi e i sapori dell’estate

 

Tutti sanno che il Piemonte, principalmente nelle zone collinari, è una celebre e antica terra da vino. Parlando di vini piemontesi, immediatamente si pensa ai nobili e solenni rossi, noti in tutto il mondo: il Barolo e il Barbaresco. Molti indicano pure la Barbera, nelle sue quattro Doc, e alcuni il Dolcetto nelle sue 7 Doc. Pochi ricordano le altre 40 denominazioni d’origine, ma tutti sono convinti che il vino piemontese sia un fiume rosso. Eppure…si dimentica facilmente l’ampia portata del fiume dei vini bianchi. Pochi dati significativi: su una produzione media totale annua di circa 1.800.000 ettolitri, i rossi sono un milione, mentre i bianchi sono ben 800mila ettolitri. Incredibilmente la più alta produzione, per singola denominazione, è rappresentata dal Moscato con 600mila ettolitri, superiore a quella (525mila circa) delle quattro Doc del Barbera sommate assieme; segue il Dolcetto (175mila) con tutte le sue sette denominazioni. Ecco aprirsi il panorama dei vini bianchi, presenti in Piemonte con quasi una trentina di denominazioni. Il Moscato si presenta con ben 67 milioni di bottiglie nel classico tappo a fungo dell’Asti o Asti Spumante Docg oppure in quella a tappo raso del Moscato d’Asti Docg e del Piemonte Moscato Doc, con 7 milioni di bottiglie. Per quantità con 125mila ettolitri segue il Cortese, prodotto principalmente nelle province d’Alessandria e d’Asti, con il Gavi o Cortese di Gavi Docg nelle tre tipologie (fermo, frizzante e spumante), con il Piemonte Cortese Doc e il Cortese dell’Alto Monferrato Doc e, in minor misura, con il Colli Tortonesi Cortese Doc e il Monferrato Casalese Doc. L’onnipresente Chardonnay (37mila ettolitri), nelle denominazioni Langhe Doc (in purezza) e Piemonte Doc (puro almeno all’85%), raggiunge l’eccellenza in alcuni raffinati produttori. In continua crescita l’Arneis (25,5mila ettolitri), uno dei migliori vini bianchi del Piemonte, che con la denominazione Roero Doc diverrà dalla prossima vendemmia un Docg, mentre la restante produzione resterà una Doc con l’appellazione Langhe Arneis. Un proprio carattere definito è espresso dall’Erbaluce (8mila ettolitri) nelle tipologie Caluso Doc, Spumante e Passito, esteso per lo stesso vitigno con le propaggini Colline Novaresi Bianco Doc, Coste della Sesia Bianco Doc e Canavese Bianco Doc. Un certo apprezzamento per la sua delicatezza è riservato al Langhe Favorita Doc (6,5mila ettolitri). Altri bianchi s’appellano nel Langhe Bianco Doc o confluiscono, nelle tipologie dello Spumante, con le denominazioni Piemonte Doc per i vitigni del Chardonnay, del Pinot Bianco e Pinot Nero. Il panorama dei vini bianchi del Piemonte, quindi, è abbastanza variegato e sufficientemente rappresentato, perché ogni viticoltore tende ad avere uno o due bianchi nel completamento della propria linea di vini. Recentemente, una rassegna dei vini bianchi del Piemonte è stata promossa da “Il gotha del gusto” al Circolo della stampa – Sporting di Torino con la presenza di alcune Aziende, che hanno consentito una completa degustazione di tutte le tipologie dei vini bianchi piemontesi. Mario Giribaldi di Rodello d’Alba ha presentato la nuova linea dell’agricoltura biologica, contraddistinti da un’originale etichetta che, in parte, è una lamina d’oro incisa con il profilo della cantina. Per contro le Cantine Villadoria di Serralunga d’Alba, fra i molti bianchi che accompagnano la produzione dei suoi grandi rossi, ha preferito proporre solo il Gavi di Gavi Docg. L’Erbaluce è stata presentata dall’Azienda agricola Santa Clelia di Mazzè, che nella degustazione pomeridiana aveva proposto anche lo Spumante Erbaluce di Caluso Brut e il Passito di Caluso, ottenuto con vendemmia tardiva delle uve tenute sui graticci fino a marzo e, dopo la spremitura, conservato per quattro anni in botti di legno. A rappresentare l’ampia produzione del Moscato, Piero Cane di Castagnole delle Lanze, piccolo viticoltore con una cantina dalla schietta impronta di genuinità nella tradizione della vinificazione. I bianchi del Roero erano guidati da Daniele Casetta dell’omonima Azienda Franco Casetta a Montà d’Alba. Oltre all’eccellente Roero Arneis, al Chardonnay Doc, sia fermo e sia vivace, e al Piemonte Moscato, ha attirato particolare attenzione un notevole Spumante d’Arneis Brut Val del Moro metodo classico per i selezionati uvaggi dei Poderi Vaiot. Con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 7 dicembre 2004 si è istituito tre Docg per i vini del Roero: il Roero dal vitigno Nebbiolo, il Roero Arneis e il Roero Arneis Spumante. La Cantina Casetta di Montà, in località Laione, presso il Sentiero Sacro lungo i Piloni del Santuario, disporrà di ben tre Docg nel novero della linea dei suoi vini. Nel 2006, con la vendemmia 2005, il Roero Arneis, nel 2007 il Roero e solo nel 2008 il Roero Arneis Spumante, perché il metodo classico richiede tre anni per il processo di lavorazione. Le caratteristiche eccellenti e l’equilibrio di questo Spumante Val del Moro possono già essere apprezzate fin d’ora, poiché esiste, ancora solo con la garanzia del sottoscritto, che l’annovera, tra gli Spumanti monovitigno, come uno dei migliori nel rapporto qualità prezzo.  I commensali che lo hanno gustato in apertura della cena, dichiaratamente avrebbero continuato con lo stesso per tutto il pasto: caratteristica distintiva dello Spumante monovitigno rispetto agli Spumanti assemblati. Pasteggiare a Spumante è una scelta raffinata meritevole d’applicazione.

 

di GIORGIO BERTAZZINI

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