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mercoledì 22 gennaio 2020 ..:: Viaggi » EUROPA » Slovenia » Slovenia Lipica ::.. Registrazione  Login

 

SLOVENIA,  A CAVALLO CON I LIPIZZANI

 

Tutti li abbiamo visti almeno una volta, in foto, al cinema o in qualche spot televisivo, e non possiamo che essere rimasti incantati dalla loro eleganza.  Parliamo dei lipizzani, gli stupendi cavalli bianchi che alla bellezza e all’eleganza uniscono intelligenza, docilità, versatilità, velocità e resistenza, oltre ad una incredibile fedeltà verso chi se ne prende cura. E’ un piacere vedere questi animali candidi come la neve inchinarsi o danzare al ritmo di valzer, oppure compiere a comando figure come la levade, oppure quella della courbette, fino al massimo della kapriole, nella quale compie un salto di due metri con le zampe allungate come se fosse un capriolo in volo. Questo animale, sogno di ogni cavaliere, rappresenta il risultato di una lunga e paziente selezione iniziata nel 1580 impiegando cavalli locali incrociati con stalloni boemi, andalusi, napoletani e arabi.  A volerlo fu l’arciduca Carlo di Stiria, figlio dell’imperatore Ferdinando I° d’Austria, che a tal fine destinò l’ampia tenuta di Lipica, tra i boschi secolari di castagni, querce, faggi e tigli del Carso. La scelta di questo luogo derivò dal fatto che i cavalli carsolini avevano sempre fatto la loro bella figura in tutti i tornei medievali, una fama che risaliva fin dal tempo dei Romani.  Il risultato fu una razza pregiatissima e unica, oggi ripartita in 5 linee (Pluto, Conversano, Neapolitano, Favory e Maestoso), impiegata per secoli nelle parate e nella scuola di alta equitazione della corte asburgica di Vienna, ma anche usati nelle parate dai nostri corazzieri.  Lipica divenne presto il più famoso centro di allevamento equestre del continente e l’annessa scuola di equitazione cominciò ad essere frequentata dai rampolli dell’aristocrazia mitteleuropea per addestrarsi nella difficile arte del dressage. Ma le cose non andarono sempre per il meglio; ad esempio durante l’invasione napoleonica gli animali furono trasferiti in Ungheria, durante la prima guerra mondiale a Vienna e durante quella successiva furono estradati tra Germania e Italia, tanto che nel 1946 sul Carso non ne rimanevano che 11 esemplari. I cavalli più eleganti del mondo vengono lasciati liberi fino a 3 anni, poi addestrati per altri 4: soltanto allora potranno chiamarsi lipizzani e compiere la loro vita professionale che dura in genere 25-30 anni. Una curiosità: questi cavalli non nascono affatto bianchi, ma color grigio topo, e diventano tali attorno a 5-6 anni. Solo gli animali nati a Lipica, che dispongono di pedigree con genealogie secolari, hanno diritto di fregiarsi di una L marchiata sul mantello. Oggi le porte dell’Equile, con i suoi 260 cavalli (la metà di quelli presenti in Slovenia, mentre nel mondo non arrivano a 3 mila), le stalle (di cui una risalente al 1703), 5 grandi maneggi all’aperto e 4 coperti, si aprono agli appassionati di equitazione con corsi settimanali per principianti, di perfezionamento e di specializzazione, nonché per escursioni a cavallo o in carrozza nell’annesso parco di oltre 300 ettari. Lipica, che pur trovandosi in mezzo al Carso pietroso costituisce un’oasi di verde e di relax,  è sede di gare di campionati europei e di coppa del mondo di dressage.  Oltre alla parte ippica il complesso turistico di Lipica dispone di due alberghi a 3 stelle con ristoranti, bar, due piscine coperte, sauna, palestra e beauty center, campi da tennis, golf a 9 buche attivo tutto l’anno, minigolf, bici a noleggio, casinò, night club e discoteca. Per entrare nell’Equile non occorre essere cavallerizzi: si possono anche solo visitare le stalle, osservare gli animali al lavoro o al pascolo, assistere all’esibizione di dressage, con i cavalli che danzano al passo di musica, oppure visitare la galleria del pittore, disegnatore e grafico Avgust Cernigoj, uno dei maggiori esponenti dell’arte slovena del Novecento, contenente 1.400 opere.   Da Lipica, situata ad appena 2 chilometri dal confine italo-sloveno di Basovizza e ad 8 da quello di Fernetti, si possono compiere numerose gite di interesse turistico a località situate a breve distanza: le trattorie del Carso dove assaporare il gustoso prsut  e il Kraski Teran, un vino forte e rubino, la grotta Vilenica, una delle prime cavità turistiche d’Europa, il giardino botanico di Sezana, il mueo militare di Lokev, le grotte di San Canziano, protette d’Unesco come maggior canyon sotterraneo del mondo, e quelle di Postumia, il suggestivo castello di Predjama, i borghi del Carso dalla tipica architettura come Stanjel, un villaggio medievale con archi, decorazioni, portali e grondaie ricavati tutti dalla pietra calcarea locale,  le perle della riviera slovena come Portorose, Pirano e Capodistria, queste ultime di netta impronta architettonica veneziana, la graziosa chiesetta fortificata di Hrastovlje con il suo stupendo ciclo pittorico quattrocentesco, fino all’elegante capitale Lubiana.  Informazioni generiche e materiale illustrativo sull’Equile possono essere richiesti all’Ufficio del Turismo Sloveno in Italia, tel. 02 29511187, info@slovenia-tourism.it; www.slovenia.info; orari di visita, prezzi alberghieri e dei corsi possono essere richiesti allo 00386.5.739 15 80, lipica@siol.net, www.lipica.org.

 

di ANNA MARIA ARNESANO foto di GIULIO BADINI

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