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venerdì 25 settembre 2020 ..:: Viaggi » EUROPA » Slovenia » Le grotte di San Canziano ::.. Registrazione  Login

LE GROTTE DI SAN CANZIANO

 

Sebbene meno famose e decisamente meno frequentate di quelle di Postumia, distanti 33 chilometri, le Grotte di San Canziano (Skocjanske Jame in sloveno) presso Divaca, ad appena 15 chilometri dal confine di Fernetti sopra Trieste, costituiscono una delle più pregievoli mete turistiche offerte dal Carso sloveno, meritevoli di giustificare da sole una visita a questa giovane nazione. Percorrendo uno dei maggiori canyon sotterranei del mondo si ha l’impressione di compiere un vero viaggio al centro della terra, capace di suggestionare anche speleologi esperti, perché in nessun altro luogo si può constatare quanto sia forte l’azione erosiva dell’acqua sulla roccia.  Non a caso l’Unesco ha inserito nel 1986 San Canziano nella lista del patrimonio naturale dell’umanità, unico sito in Slovenia, mentre nel 1999 l’area circostante è stata eretta a parco regionale come importante area umida.  Inoltre la difficile esplorazione di questa cavità, iniziata da intrepidi locali nella prima metà del 1800, ha contribuito a fare nascere la speleologia, che in tutte le lingue definisce i fenomeni di dissoluzione delle rocce calcaree con il nome di carsismo. Tutto deriva dal fiume Reka, uno dei fiumi più misteriosi e complessi in assoluto, vero rompicato da due millenni per gli studiosi di idrologia sotterranea, che ancora oggi non ha rivelato del tutto i suoi enigmi.  Nato sulle pendici del monte Nevoso (Sneznik), dopo un normale percorso aereo di 30 chilometri il Reka, al contatto con le rocce calcaree si inabissa sotto terra con un dislivello di un centinaio di metri in una immane voragine,  percorre per 3 mila metri il canyon di San Canziano e poi sparisce in un sifone invalicabile, per riemergere dopo un percorso in gran parte ancora ignoto sotto il Carso di 40 chilometri in linea d’aria a San Giovanni Duino presso Monfalcone con il nome di Timavo, il fiume italiano più corto; infatti dopo un percorso di appena due chilometri sfocia  nell’ Adriatico.  La visita avviene percorrendo per oltre mezzo chilometro un ramo alto laterale, ricco di sale anche di rilevanti dimensioni e di alcune imponenti concrezioni, aperto sul fondo di una valle imbutiforme, una tipica dolina carsica.  Pian piano il sentiero inizia a scendere e si ode in lontananza un cupo boato. Una targa indica il livello massimo raggiunto dalle acque durante le piene del Reka, quando gran parte del complesso viene allagato da una massa impressionante d’acqua.  Si sbuca infine a metà percorso della forra, alta in quel punto 100 metri, e la si attraversa su un esile ponte sospeso a 45 metri di altezza, percorrendo poi a ritroso il lato destro fino all’ingresso su un sentiero aereo, in un ambiente di estrema grandiosità e suggestione.  Il rumore e la portata del fiume variano sensibilmente a seconda delle stagioni.  Prima dell’uscita una diramazione conduce ad una serie di vasche calcitiche a gradoni, un tempo alimentate dall’acqua.  L’ingresso si trova sul fondo di un’enorme voragine dalle pareti precipite, alte 180 metri, simile ad una bolgia dantesca. Sulle pareti alcune targhe ricordano i nomi dei primi arditi esploratori, dove si mischiano nomi sloveni, austriaci e italiani.  Una cavità sulla sinistra ha ospitato un insediamento in epoca preistorica.  Una moderna funicolare risparmia la fatica di salire lungo gli esposti sentieri da brivido scavati nella roccia.  Giunti alla sommità conviene raggiungere il Belvedere, da cui si domina uno splendido panorama sulla voragine sottostante.  La visita richiede un paio di ore e si effettua per tutto l’anno, con orari variabili secondo la stagione e guida di lingua italiana. La grotta è lunga in tutto 5,8 km con un dislivello di 250 metri e il fiume forma quattordici cascate. Nei pressi c’è parecchio da vedere. A San Canziano due vecchi granai ristrutturati ospitano un mostra etnografica ed una sulle prime esplorazioni della grotta; a Sezana meritano una visita il giardino botanico e la cantina carsica, a Divaca una casa carsica del 1600, a Lokev un’antica torre cilindrica ospita un interessante museo militare e nei pressi la grotta Vilenica, straordinariamente ricca di concrezioni, è la più antica grotta turistica del mondo essendo stata aperta al pubblico nel lontano 1633. E poco distante si trova anche il famoso allevamento equestre di Lipica.  Informazioni sugli orari e materiale illustrativo possono essere richiesti allo 00386.5.7082100, psj@psj.gov.si, www.park-skocjanske-jame.si, oppure all’Ufficio del Turismo Sloveno in Italia, tel. 02 29514157, e-mail: info@slovenia-tourism.it,  www.slovenia.info.

di ANNA MARIA ARNESANO foto di GIULIO BADINI

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