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lunedì 15 ottobre 2018 ..:: Viaggi » ASIA » Siria » Crocevia di civiltà ::.. Registrazione  Login
© foto Giulio Badini
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SIRIA,

CROCEVIA DI CIVILTA’

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

(cliccare due volte per vedere il filmato)

 

Non si può certo dire che la Siria goda di buona fama in Occidente. Gli Stati Uniti l’hanno inserita nella lista degli “stati canaglia”, punendola con sanzioni economiche e diplomatiche per il suo sostegno agli Hezbollah e le simpatie filoiraniane, mentre per ogni crisi in Medioriente spunta sempre, a ragione o a torto, il suo nome. Probabilmente un fondo di verità c’è, ma bisognerebbe sforzarsi di vedere le cose anche dal punto di vista di Damasco, già fortemente intaccata nella sua integrità fisica, umiliata nell’orgoglio nazionale, oberata da milioni di profughi palestinesi e libanesi prima e iracheni oggi che pesano non poco sulla sua fragile economia, minacciata nella stessa sopravvivenza dalla politica americana e israeliana. Questa nazione del Vicino Oriente, grande poco oltre la metà dell’Italia ma abitata da un terzo di persone, confina infatti con la Turchia, separate da odi atavici per la rivendicazione territoriale su Antiochia, un tempo siriana, l’Iraq con tutto quello che rappresenta e ne consegue, il tormentato Libano (siriano fino al 1926), la Giordania, con la quale non è mai corso buon sangue, e infine Israele, contro il quale ha combattuto tutte le guerre possibili e che occupa tuttora le alture siriane del Golan. Viste dalla Siria le prospettive cambiano, e non poco. Un paese moderno e efficiente, pulito e sicuro, islamico ma laico e niente affatto integralista, dove si consuma liberamente alcol, le donne non portano veli e gli uomini vestono all’occidentale, pieno di paraboliche, cellulari e internet, dove da millenni convivono in armonia etnie, lingue e religioni diverse che altrove invece si massacrano, dove le chiese affiancano le moschee e i musulmani visitano normalmente i monasteri cristiani.

 

 

QUANDO & QUANTO

Nel proprio catalogo “Deserti” l’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 934528, www.deserti-viaggilevi.it), l’unico in Italia specializzato in viaggi e spedizioni nei deserti di tutto il mondo, propone in Siria un itinerario di 8 giorni che prevede la visita a tutti i principali luoghi storici, archeologici e artistici. Partenze mensili di gruppo con voli di linea Austrian Airlines da Milano fino al 6 giugno 2009, individuali settimanali minimo due persone, guida italiana, quote da 1.580 euro con pensione completa nei migliori alberghi.

© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO
Per quanti amano la storia, l’archeologia e l’arte, e subiscono il fascino dell’Oriente levantino, la Siria dovrebbe costituire una meta imprescindibile. Nessun’altra nel Mediterraneo può offrire una così ricca varietà e successione di civiltà, ognuna delle quali ha lasciato tracce significative. E la storia parte molto da lontano, tanto lontano da travalicare nella preistoria. In quell’ampia porzione di territorio compreso tra i fiumi Eufrate e Tigri, la Mesopotamia definita dagli storici la “Mezzaluna fertile”, 10 mila anni or sono avvenne una delle più significative trasformazioni tecniche, sociali e culturali che abbia mai interessato l’umanità, la cosiddetta rivoluzione neolitica. Qui l’uomo imparò a coltivare le piante e ad addomesticare gli animali, modificando totalmente la propria alimentazione ed economia, qui fu inventata la ceramica e l’alfabeto cuneiforme, qui furono realizzate le più antiche opere idrauliche e sorsero le prime città, qui l’uomo concepì i concetti di divino e di arte, qui nacquero le dinastie reali, gli insediamenti coloniali, le prime vie del commercio, gli eserciti di conquista, le professioni specializzate e le classi sociali. E tanto altro ancora, come ci attestano gli insediamenti protostorici di Ugarit, Mari, Ebla e di altri minori ancora in via di scavo e di scoperta. In questa terra si sono addensati, condensati e sovrapposti 5 mila anni di storia e di civiltà: Sumeri, Amorriti, Aramei, Assiri, Babilonesi, Fenici, Persiani, Greci, Seleucidi, Romani, Bizantini, Arabi, Mamelucchi egiziani e turchi Ottomani, ognuna lasciando testimonianze eccelse da farne un museo a cielo aperto. Il nero teatro romano di Bosra, ammirato anche da Maometto, i monumentali resti di Palmira, la maggior metropoli romana nel deserto e caposaldo delle antiche vie carovaniere dell’incenso e della seta, la basilica bizantina di San Simeone Stilita, la moschea omayyade di Damasco, una delle più antiche città del mondo abitata ininterrottamente da 5 millenni e prima capitale del califfato arabo, la cittadella fortificata di Aleppo, i monasteri cristiani di Saydnaya e Maaloula dove si prega ancora in aramaico, la lingua di Gesù, i suq storici di Damasco e Aleppo ridondanti di spezie e di manufatti artigianali pregiati, tanto per citare solo i siti più rimarchevoli, sono dei veri capolavori degni di figurare nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Dai suoi porti partirono le navi fenicie per i primi commerci nel Mediterraneo, qui nacque e si sviluppò il Cristianesimo (la Palestina e il Libano facevano parte in passato della Siria), qui si assistette alle gesta, non sempre gloriose, dei Crociati per la liberazione di Gerusalemme e del Santo Sepolcro, i quali eressero stupendi castelli, come il noto Crak dei Cavalieri.

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