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Mare d'Inverno

 

NATURA IN INDIA,

NEL REGNO DELLA TIGRE

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

Una delle innumerevoli buone ragioni per visitare l’India può essere quella di puntare sulla sua natura. Questo immenso e poliedrico paese, grande dieci volte l’Italia, vanta infatti uno dei patrimoni faunistici più ricco e più vario del mondo, oltre ad una estrema varietà degli habitat e relativa biodiversità: 90 mila specie di animali (2.000 pesci, 1.200 uccelli, 340 mammiferi, 238 serpenti), 50 mila specie vegetali, di cui 5.200 endemiche e 13 mila varietà di piante da fiore. Nonostante i disboscamenti subiti, il 20 % del territorio – una superficie grande due volte l’Italia – risulta ancora ricoperto da foreste. E’ anche l’unica nazione al mondo dove si possono ammirare assieme i due maggiori felini: leoni e tigri. Annovera 19 mila elefanti bradi e 1.100 rinoceronti unicorno; sempre più rari leone asiatico, leopardo delle nevi, orso labiato e delfini del Gange. Abbondano invece diversi tipi di cervidi, antilopi, coccodrilli, bufali, bisonte indiano, macachi ed entelli (le scimmie sono sacre per gli indù). Parecchi animali sono endemici, si trovano cioè soltanto qui: orsi e antilopi nelle foreste di rododendri dell’Himalaya, leopardo delle nevi e yak più in alto, nelle foreste nord-orientali tigri e rinoceronte unicorno lottano nelle riserve per sopravvivere, nella pianura del Gange proliferano gli uccelli e nelle foreste di mangrovie del delta nuotano le tigri. Nel deserto del Rajasthan si incontrano cammelli selvatici, nell’ovest cervo pomellato, asino selvatico e gli ultimi leoni asiatici, nelle foreste del Deccan branchi di elefanti selvatici e nell’estremo sud della penisola elefanti, farfalle e uccelli variopinti. Tartarughe ulivacee depositano le uova lungo tutte le coste ancora deserte. Complessivamente il 4,7 % del territorio, una superficie grande quanto metà dell’Italia, risulta protetto in vario grado: annovera infatti 93 parchi nazionali, 486 riserve faunistiche e 14 riserve della biosfera; parecchi di questi risultano ben organizzati e dispongono di buone strutture ricettive per i turisti. Purtroppo per le sue caratteristiche e per quelle dell’ambiente la fauna indiana, salvo eccezioni, non è altrettanto facilmente avvistabile di quella africana.

 

IL VIDEO (cliccare due volte)

L’animale di spicco e l’emblema della fauna indiana è sicuramente costituito dalla tigre, uno dei maggiori e più affascinanti predatori terrestri, una vera macchina da caccia nel sottobosco della giungla dove si muove in perfetta silenziosità forte del mimetismo offertole dal suo mantello striato. I parchi dell’India rappresentano infatti uno dei pochissimi luoghi al mondo dove la si può ancora osservare allo stato selvatico. Originaria delle foreste fredde della Siberia, si è diffusa in quasi tutta l’Asia, divenendone la regina incontrastata, tale da incutere terrore anche all’uomo; oggi sopravvive quasi solo in India, e senza specifiche azioni di tutela sarebbe anche qui già estinta. Animale solitario e territoriale, risparmia al massimo le energie per impiegarle nella caccia notturna, utilizzando vista e udito straordinari; caccia qualsiasi tipo di animale le si pari davanti, da bufali, cervi e cinghiali fino a rane, lucertole e pesci, perché necessita di 10 kg di carne al giorno (molto di più se è una femmina con cuccioli), e riesce ad uccidere animali anche di stazza doppia della sua, come giovani elefanti, grazie alla sua notevole forza. Purtroppo per lei, solo un tentativo di assalto su venti si conclude positivamente. Unici nemici temibili sono rappresentati dall’uomo armato, dai cani selvatici in branco numeroso e, incredibilmente, dall’istrice. Per secoli è stata l’oggetto preferito di caccia della nobiltà indiana e quindi ogni maharaja si impegnò in tal senso. Quello di Sarguja arrivò nella vita ad ucciderne ben 1.157. Ma furono soprattutto gli ufficiali inglesi, in competizione con la nobiltà locale, a compiere vere carneficine. Grazie a ciò, all’inizio del 1900 restavano in India 50 mila tigri, in continuo calo. Nel 1973, quando per iniziativa di ecologisti come Jim Corbett e dello stesso primo ministro Indira Gandhi, fu avviato il Project Tiger con la creazione di 23 aree protette dedicate, ne rimanevano meno di 2 mila, cifra ancora valida oggi. I più pessimisti prevedono però che entro dieci anni sarà del tutto scomparsa. Per i bracconieri una tigre viva può arrivare a valere 100 mila dollari, e non molto meno vale da morta. E, dopo il bracconaggio, il maggior pericolo d’estinzione risiede nella pressione demografica, che distrugge gli habitat naturali e i suoi territori di caccia, costringendola a cibarsi di bestiame ed a diventare per sopravvivere una mangiatrice d’uomini.

© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO

L’operatore milanese “Drive Out Viaggi” (tel. 02 48519445, www.driveout.it), specialista in itinerari a valenza culturale e ambientale, propone in India un tour di 11 giorni dedicato alla visita di tre dei più importanti parchi nazionali, che sono anche al tempo stesso altrettanti santuari della tigre. Dalla capitale Delhi il percorso tocca il Corbett national park, una delle ultime aree veramente selvagge dell’India himalayana, dove ammirare tigri, elefanti, cervi, coccodrilli, scimmie e uccelli, Agra, antica capitale nel 1500 dell’impero moghul, con visita del massiccio palazzo fortificato reale e del Taj Mahal, il più celebre monumento indiano e il più romantico mausoleo del mondo, la cinquecentesca città fantasma di Fatehpur Sikri, il Ranthambore national park, il luogo dove è più facile osservare la tigre perché sono abituate al contatto con il pubblico e cacciano anche in pieno giorno con grande spavalderia, Jaipur, la stupenda città rosa capitale del Rajasthan, e infine il Sarissa national park, una foresta disseminata di suggestive rovine e popolata da una grande varietà di animali.

QUANDO & QUANTO
Partenze individuali settimanali con voli di linea dai principali aeroporti italiani da novembre ad aprile, pernottamenti in hotel e lodge di ottimo livello, percorso in loco su auto privata con autista di lingua inglese, fotosafari nei parchi con fuoristrada condotti da ranger locali, visite di Delhi, Agra e Jaipur con guida di lingua inglese, quote da 2.330 euro con trattamento di mezza pensione. In India Drive Out propone numerosi altri itinerari di varia durata e personalizzati.

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