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Vola in Perù

 

AMAZZONIA, INFERNO VERDE

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

(cliccare due volte per guardare il filmato)

 

Quando si parla di Brasile occorre pensare in grande, perché in questo paese – esteso 28 volte l’Italia – tutto è davvero mega. Prendiamo l’Amazzonia, che occupa nove stati brasiliani e il 42 percento della superficie totale. Si tratta della maggior foresta tropicale del mondo, estesa su 6 milioni di km2 (pari a 23 volte l’Italia) in otto diversi stati del Sud America, per tre quarti in Brasile. Tra i suoi alberi alti fino a 50 m, la giungla, i fiumi e i laghi vive un decimo delle specie animali e vegetali di tutto il pianeta, ossigena un quinto totale dell’aria e contiene un quinto di tutta l’acqua dolce della terra. La sua incredibile biodiversità cela 30 milioni di specie animali, 80 mila di vegetali, il 20 percento di uccelli e di piante del mondo, il 10 di mammiferi, 1.800 specie diverse di farfalle, purtroppo anche 200 di zanzare, ma due terzi dei suoi pesci sono ancora sconosciuti alla scienza.Un numero imprecisato di specie animali e vegetali, comprese migliaia di piante medicinali, scomparirà prima ancora di essere conosciuto; un grosso guaio, se si considera che un terzo dei nostri farmaci deriva dalle piante. In Amazzonia piove tanto: circa 200 giorni all’anno, con una media di 2,3 m di pioggia, ma soltanto un terzo alimenta i fiumi perché il resto viene assorbito dalla vegetazione che la rievapora poi nell’atmosfera. Foreste e fiumi impediscono lo sviluppo delle strade e la mobilità avviene quasi tutta via acqua; vi sono 80 mila km di fiumi navigabili, seppure molti corsi d’acqua sono ancora inesplorati. Si può dire che i fiumi sono le autostrade della foresta, anche perché per metà dell’anno una superficie grande quanto l’intero bacino del Po viene allagata. Spina dorsale del sistema idrico è il mitico Rio delle Amazzoni, il fiume maggiore del mondo, che nasce sulle Ande e dopo un percorso di 6.700 km sbocca nell’Atlantico con una portata di 12 miliardi di litri al minuto, dieci volte quella del Mississippi; in 4 secondi potrebbe dissetare Milano per un giorno. Lungo il suo corso, largo fino ad 11 km, riceve qualcosa come 1.100 affluenti: non si tratta di fiumiciattoli, in quanto 3 superano i 3.000 km di lunghezza e 17 i 1.600. E’ navigabile per 3.500 km dalla foce fino ad Iquito in Perù; su un suo ramo si trova anche la maggior centrale idroelettrica del mondo. Le sue acque pescosissime ospitano almeno 2.400 specie diverse di pesci, più che in tutto l’Atlantico. Nonostante le dimensioni gigantesche, presenta una pendenza irrisoria: a 1.500 km dalla foce si trova infatti ad una altezza di soli 15 m slm e compie quest’ultimo tratto con una pendenza di appena un centimetro per chilometro. In Amazzonia si trovano anche le più ricche miniere di oro e di ferro e nel 1800 è stata la maggior produttrice di cauciù del mondo.

QUANDO & QUANTO
Partenze settimanali individuali, minimo due persone, per tutto l’anno con voli di linea da Milano, pensione completa salvo nelle città in alberghi e pousadas di buon livello, quote da 2.890 euro. Possibilità di estensioni o di abbinamento con altri tour proposti in Brasile da Drive Out.
© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO
L’operatore milanese “Drive Out Viaggi”(tel. 02 48519445, www.driveout.it), specializzato in percorsi ecologici e culturali e che ha fatto del Brasile una delle sue destinazioni privilegiate, propone in Amazzonia un originale viaggio di 12 giorni che prevede l’esplorazione di due diversi habitat del mondo amazzonico: una delle più importanti riserve nel cuore della giungla e uno su un’isola fluviale alla foce del grande fiume. L’itinerario parte da Manaus, raggiunta in volo da Sao Paulo, capoluogo dello stato di Amazonas e principale città di tutto il bacino amazzonico, sorta alla confluenza del Rio Negro con il Rio Solimoes a formare il Rio delle Amazzoni. In volo verso ovest si raggiunge Tefè, maggior centro verso il confine con Colombia e Perù, e poi in barca la riserva di Mamiranà, una zona di foresta, fiumi e laghi grande un quinto dell’Italia, dove si possono osservare scimmie, delfini di fiume, lamantini, alligatori, bradipi, piranhas e 400 specie di uccelli tra cui tucani, are, martin pescatori, colibrì, aironi e rapaci. In volo ci si trasferisce quindi a Belem, capoluogo dello stato di Parà, per un soggiorno sull’Ilha do Marajo, la maggior isola fluviale del mondo (grande più della Svizzera), alla foce del Rio. Qui, tra foresta e savana allagata per metà dell’anno, da vedere ci sono bufali, pappagalli, scimmie, alligatori, piranhas, tartarughe, serpenti boa, capivara e bradipi, ma il vero spettacolo è dato dal rumoroso incontro delle acque del grande fiume con l’oceano.
© foto Giulio Badini

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