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Vola in Perù

 

DESERTO E ARCHEOLOGIA

NELLA VALLE DEL NILO

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

(per vedre il filmato cliccare due volte) 

 

Il Sudan, la più estesa nazione africana, occupa l’estrema propaggine orientale del deserto del Sahara a sud dell’Egitto, che si conclude sulle disabitate rive occidentali del Mar Rosso. Un ambiente che presenta tutte le caratteristiche paesaggistiche tipiche del Sahara, con ampie distese di dune, montagne riarse solcate da una rete di paleofiumi, pianure sassose disperse a perdita d’occhio percorse da rari pastori nomadi con le loro mandrie e da carovane di dromedari, sparute oasi di palme e, in mezzo, il corso maestoso del Nilo. Proprio lungo le sponde del grande fiume, che in questo tratto ha costituito da sempre un punto di transito e di contatto tra il Mediterraneo e l’Africa nera equatoriale, a partire da 5 mila anni fa si sono sviluppate alcune civiltà che hanno avuto stretti contatti con l’Egitto dei faraoni, fino a dominarlo per un secolo in un unico impero, continuando poi a rifulgere anche in epoca cristiana quando la civiltà egizia classica era già tramontata da parecchio. Lungo il Nilo tra Khartoum e il lago artificiale Nasser, nella regione della grande ansa del fiume e delle cateratte storicamente nota con il nome di Nubia, la terra dei faraoni neri, imponenti resti di città fortificate, templi affioranti dalla sabbia, piccole piramidi aguzze e tombe ipogee decorate, meta di rari visitatori, testimoniano un glorioso passato di cui non sappiamo quasi nulla. Infatti l’archeologia in Sudan è appena agli albori, anche se gli studiosi la considerano una delle più ricche e promettenti del continente. Colpa della concorrenza esercitata dai ben più famosi monumenti del vicino Egitto, di un paese arretrato e privo di strutture turistiche, di scarsa informazione e di una cattiva fama dovuta a passate simpatie fondamentaliste, ad un conflitto etnico e religioso che per mezzo secolo ha interessato il sud del paese, ed al recente conflitto tribale nella regione occidentale del Darfur, lontana comunque mille chilometri. Quindi un viaggio in Nubia si differenzia da tutti gli altri itinerari sahariani perché alle tradizionali valenze del deserto aggiunge i molteplici contatti con popolazioni diverse, gli scorci sul Nilo e un patrimonio archeologico di prim’ordine. Un paese per molti versi fuori dal mondo e ancora fermo al medioevo, dove però la popolazione dimostra nei confronti dei rari stranieri tutta la tradizionale ospitalità delle genti del deserto e un’innata curiosità verso oggetti e stili di vita a loro del tutto estranei.

 

QUANDO & QUANTO
Partenze mensili di gruppo con voli di linea Lufthansa da Milano e Roma fino ad aprile 2008, pernottamenti in tenda, onde poter raggiungere anche gli angoli più remoti, e in alberghi in pensione completa, guida italiana, quote da 3.150 euro. In Nubia Viaggi Levi organizza anche un itinerario di 10 giorni, con analoghe modalità e quote da 2.500 euro, ed un viaggio soft di 9 giorni con tutti i pernottamenti in rest-house e campo tendato fisso, con quote da 2.750 euro.
© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO

L’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34934528, www.deserti-viaggilevi.it ), specializzato in percorsi di scoperta nei deserti di tutto il mondo, è uno dei pochissimi ad organizzare viaggi nel nord del Sudan, dove dispone anche di due strutture ricettive proprie di elevato livello, il campo tendato fisso presso i resti dell’antica capitale Meroe e un raffinato resort nel Jebel Barkal, la montagna sacra della Nubia. Nel proprio catalogo “Deserti” propone tra l’altro una spedizione in fuoristrada di 16 giorni che tocca i diversi ambienti geografici e le principali località archeologiche lungo l’ansa del Nilo. Si inizia con l’imprescindibile museo della capitale Khartoum, dove ammirare gli eloquenti reperti delle diverse civiltà che si sono succedute sul territorio, e con il colorato mercato dell’antica capitale Omdurman, e si prosegue con il desolato deserto occidentale, ai cui rari pozzi si possono incontrare pastori nomadi con le loro mandrie e carovane di dromedari che ricalcano immagini bibliche, i villaggi degli ospitali contadini nubiani lungo le rive del grande fiume con le case curiosamente affrescate, dove il tempo scansito dal sole sembra essersi fermato, il tempio di Soleb, il più bel monumento egizio in Sudan, i resti della città predinastica di Kerma, le chiese paleocristiane di Old Dongola, i templi del Jebel Barkal, l’Olimpo dei Nubiani oggi protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, le tombe ipogee dipinte di stile egizio di El Kurru, il deserto sassoso del Bayuda con i suoi coni vulcanici, le aguzze piramidi della necropoli reale nell’antica capitale Meroe, gli imponenti templi di Naga e di Musawwarat, tra le cui rovine spesso pascolano le capre.


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