Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
lunedì 1 giugno 2020 ..:: Viaggi » AFRICA » Sud Africa » I grandi parchi del Sudafrica ::.. Registrazione  Login
foto GIULIO BADINI

 

I GRANDI PARCHI DEL SUDAFRICA

 

Una delle maggiori attrattive turistiche del Sudafrica, grande quattro volte l’Italia, è sicuramente costituita dalla natura, riscontrabile un po’ ovunque in un paese capace di offrire un’estrema varietà ambientale che spazia dai deserti del Kalahari alle alte montagne del Drakensberg, fino alle acque dell’oceano Indiano popolate tra l’altro da pinguini, balene, squali e megattere, ma in particolare nelle numerose aree protette, che qui iniziarono ad essere istituite prima che altrove già negli ultimi anni del 1800. Oggi esiste una rete di parchi nazionali (18) e di riserve pubbliche e private che non trova uguali nel mondo e che si autofinanziano proprio con il  turismo.  Per non parlare poi delle Game Farm, fattorie in cui al posto degli animali domestici vengono allevati animali selvatici come leoni, ghepardi, struzzi e coccodrilli. La natura protetta come business, una trovata efficace quanto elementare.  Non a caso la più antica norma protezionistica, una serie di limitazioni alla caccia impensabili altrove e a maggior ragione in Africa, risale al lontano 1656, appena quattro anni dopo il primo insediamento bianco a Città del Capo, mentre l’emblema nazionale è costituito da una protea, una pianta che tutti vorremmo avere in giardino. Prima ancora della fauna, l’estrema varietà della flora rappresenta infatti la principale ricchezza ambientale del Sudafrica, con oltre 22 mila specie che rappresentano il 10 percento di tutta la vegetazione terrestre; qui crescono spontanee molte piante che noi coltiviamo in giardino come margherite, gerani, gladioli, sterlizie e tante altre. La grande attrattiva per i turisti è però costituita dagli animali, facilmente avvistabili nei parchi: qui vive il maggior mammifero del mondo, l’elefante africano, il secondo, il rinoceronte bianco, e il terzo, l’ippopotamo, ma anche il più alto, la giraffa, il più veloce, il ghepardo, e uno dei più piccoli, il toporagno pigmeo. Qui si possono incontrare i famosi big five – rinoceronte nero, bufalo, elefante, leopardo e leone -, ma anche i meno conosciuti cinque piccoli: scarabeo-rinoceronte, tessitore dei bufali, toporagno elefante, testuggine leopardina e formacaleone. Straordinaria anche la varietà degli uccelli, con ben 900 specie di cui 113 endemiche, che vanno

 

Sud Africa parchi 15.jpg

dal maggior uccello del mondo, lo struzzo, al più grande in grado di volare, l’otarda di Kori, fino alle minuscole e coloratissime nettarine e al falco pigmeo, il rapace più piccolo in assoluto. Da qualche tempo al Sudafrica non bastano più i suoi parchi, pur tra i più numerosi, ricchi ed estesi del continente: negli ultimi anni si stanno creando con le nazioni confinanti i megaparchi transnazionali, come nel caso del Kgalagadi, tra Sudafrica e Botswana, grande come Lombardia e Trentino assieme, oppure il Grande Limpopo tra Sudafrica, Zimbabwe e Mozambico, esteso quanto il Portogallo, che consentono alla fauna di migrare da una parte all’altra anche senza passaporto. Le peculiarità naturalistiche e ambientali del paese sono davvero rilevanti e non trovano riscontro altrove. Il parco nazionale Kruger, all’estremo nord-est al confine con Zimbabwe e Mozambico e a sole quattro ore di macchina da Johannesburg, istituito nel 1898 per volere dell’allora presidente sudafricano, è il più antico del mondo e il più famoso del continente; ospita qualcosa come 8 mila elefanti, 2.500 rinoceronti bianchi e 300 neri, 20 mila bufali, 2 mila leoni, 900 leopardi, 4.600 giraffe, 140 mila impala, 900 antilopi e 30 mila zebre, oltre a 500 specie diverse di uccelli e 114 di rettili e anfibi. Il Kgalagadi Transfrontier park, nell’estremo nord-ovest,  è la maggior area protetta internazionale su un’area desertica che comprende le dune rosse del Kalahari e il bush arido con il relativo corollario di vegetazione e di fauna (in pratica tutti i grandi mammiferi africani escluso l’elefante, predatori e prede compresi), a partire dal leone dalla criniera fulva ai suricati e agli struzzi. Nella regione del Kwazulu Natal il Greater St. Lucia Wetland park, formato da un complesso ecosistema che comprende foreste, laghi, paludi e 280 chilometri di costa e spiagge incontaminate con barriera corallina, è il primo parco ad aver ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità; secondo le parole di Nelson Mandela è l’unico posto al mondo ad ospitare contemporaneamente il più antico mammifero, il rinoceronte, il più grande, l’elefante, il pesce più antico, il celecanto, e il maggior mammifero marino, la balena, oltre ad ospitare la maggior colonia di ippopotami. L’Hluhluwe national park, il più vecchio parco sudafricano e il primo ad offrire una rete di sentieri escursionistici attrezzati, fu creato nel 1895 per salvare dall’estinzione il raro rinoceronte bianco; oggi ne conta la maggior concentrazione al mondo, tanto da poter anche essere esportato per ripopolare altre zone. Nella stessa regione i monti del Drakensberg, le montagne del drago,  la più alta del Sudafrica e la più spettacolare del continente, offrono monumenti geologici come il Cathedral Peak, il Giant’s Castle e l’Amphitheatre, una parete verticale rocciosa di basalto a forma di mezzaluna, lunga 8 chilometri e alta 1.800 metri. Un ambiente talmente spettacolare e magico da aver ispirato J.R.R. Tolkien per il suo Signore degli anelli. Non lontano da Port Elizabeth si trova l’Addo national park, una piccola riserva assai importante perché venne istituita per salvare dall’estinzione gli elefanti; oggi ne conta 300, a formare la maggior densità di pachidermi del continente. La stupenda penisola del Capo, a sud di Cape Town , considerata una delle più belle città del mondo, offre altre perle, a partire  dal giardino botanico di Kirstenbosch che ospita 5 mila specie diverse di piante, dall’estrema punta dove si incontrano due oceani, l’Atlantico e l’Indiano, all’isola delle foche di Hout Bay con una colonia di 2 mila esemplari, a quella di pinguini a Boulders Beach, per finire con il lungomare di Hermanus dove, da aprile a settembre, si può ammirare il passaggio delle balene comodamente seduti su una panchina. Forse non è affatto un caso che il trekking sia nato in Sudafrica, effettuato fin dal 1700 per esplorare il territorio impervio. Ultima e non trascurabile peculiarità, soprattutto per le famiglie che amano viaggiare con i bambini, la presenza delle riserve malaria free: nell’estremo nord-est del paese, verso il confine con il Botswana, si trovano numerose riserve private, dotate di confortevoli e a volte lussuosi lodge, che assieme a paesaggio, ambiente e fauna (i big five non mancano mai) offrono la caratteristica di essere immuni dalla malaria anche durante i mesi dell’estate australe. Ad attirare in gran numero i turisti è infine la facilità di visita anche individuale: grande efficienza organizzativa, ottima rete stradale, professionalità dei ranger, strutture ricettive accoglienti e prezzi ragionevoli. Basta parlare un po’ di inglese e saper guidare a sinistra e il gioco è fatto. Il tour operator milanese “Drive Out Viaggi” (tel. 02 48519445, www.driveout.it), specializzato in percorsi a valenza ecologica, propone un itinerario individuale di 14 giorni attraverso i principali parchi del Sudafrica. Si comincia con il Kruger, raggiunto in auto da Johannesburg, il maggiore (grande quanto il Veneto) e più famoso parco africano, visitato ogni anno da un milione di turisti e popolato da un gran numero e varietà di animali, e dopo aver attraversato il regno autonomo dello Swaziland si raggiunge l’Hluhluwe national park, uno dei più antichi, importante per la presenza di rinoceronti bianchi e neri. Da Durban ci si trasferisce in aereo a Port Elizabet, dove in auto si punta all’Addo national park, il quale protegge gli ultimi esemplari degli enormi branchi di elefanti che un tempo popolavano la regione dell’Eastern Cape; nel 1931 ne erano rimasti 11, oggi ne ne contano 326. Tappa successiva il Mountain Zebra national park, piccola riserva che tra montagne alte 2.000 metri protegge uno degli animali più rari al mondo, la zebra di montagna, assieme ad antilopi, caracal, genette, volpi e sciacalli, in un contesto di vegetazione unica. Il viaggio si conclude nello Tsitsikamma national park, cento chilometri di scogliere e canyon sull’oceano Indiano, dove poter fare immersioni e snorkelling, oppure escursioni all’interno per incontrare orchidee e protee, antilopi, scimmie, babbuini e la rara lontra senza artigli. Partenze individuali, minimo due persone, per tutto l’anno da ogni aeroporto italiano con voli South African Airways; la quota da 2.000 euro (ma se si è in 4 scende a 1,880) comprende voli, auto a nolo, assistenza in loco e pernottamenti in rest camp, hotel e lodge con prima colazione. In Sudafrica Drive Out Viaggi propone numerosi altri itinerari, anche personalizzati, di varia durata.

 

di ANNA MARIA ARNESANO foto di GIULIO BADINI

 

Copyright (c) 2005 ©IlGotha.it. Diritti riservati.La copia totale o parziale sarà punita a n.d.legge   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2020 by DotNetNuke Corporation