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Vola in Perù


 

ALLA SCOPERTA DEL

KAOKOLAND,

 LA TERRA DEGLI HIMBA

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

(per vedere il filmato cliccare due volte)

 

 

La Namibia, grande quasi tre volte l’Italia, è una delle nazioni dell’Africa australe più amata e visitata dagli italiani, grazie alla sua enorme ricchezza ambientale e naturalistica (anche se il territorio protetto non supera il 15 %, quasi ovunque l’ambiente si presenta intatto), all’estrema varietà paesaggistica e all’efficiente organizzazione ricettiva, retaggio della passata presenza coloniale tedesca e sudafricana. Sono però in pochi ad essersi spinti fino al Kaokoland, o Kaokoveld, estrema regione di nord-ovest ai confini con l’Angola, una zona grande quanto Piemonte e Lombardia arida e semidesertica, ondulata da rilievi e solcata da poche strade e qualche pista in cattivo stato, con scarse strutture ricettive, anche perché fino ad una quindicina di anni fa è stata terreno di scontro per la guerriglia che ha coinvolto Namibia, Sud Africa e Angola. Non a caso viene definita come una delle ultime grandi regioni salvagge dell’Africa e al tempo stesso il volto più primitivo della Namibia. Ma il Kaokoland, pur scarsamente popolato per le sue difficili condizioni ambientali, è anche la terra degli Herero e degli Himba, offre la maggior concentrazione di pitture rupestri preistoriche, a testimonianza di una colonizzazione umana assai remota, e ospita una fauna di estremo interesse. Oltre a gemsbok, kudu, springbok, struzzi, giraffe e zebre di montagna si possono infatti incontrare il raro rinocerone nero, più agressivo del consimile bianco, e il rarissimo elefante del deserto, ormai ridotto a poche centinaia di esemplari in tutto, di corporatura ridotta ma con lunghe zanne. Gli Herero sono una popolazione bantu migrati da nord nel 1500 che vivono allevando bestiame; i caratteristici abiti delle donne, con enormi e colorate crioline indossate sopra una serie di sottovesti e copricapo a forma di corno, sono un pudico retaggio dei missionari tedeschi di epoca vittoriana. I sempre più rari pastori nomadi Himba sono tribù di etnia herero che vivono nelle loro misere capanne nei luoghi più remoti per conservare intatti identità e tradizioni: le loro bellissime donne girano vestite solo da una minigonna di pelle, con capelli intrecciati e corpo spalmati da un misto di burro, cenere e ocra rossa, profumato da erbe aromatiche. A giudicare dai risultati un trattamento efficace ed economico.

 

QUANDO & QUANTO

Una-due partenze mensili per tutto l’anno, minimo 2-4 persone, con voli di linea Air Namibia da ogni aeroporto italiano, pernottamenti in alberghi e lodge, guida di lingua italiana, quote da 3.220 euro in pensione completa. In Namibia Drive Out Viaggi propone diversi altri itinerari, con modalità analoghe e possibilità di estensioni, nonché con programmi personalizzati e soluzioni fly and drive.

Foto Giulio Badini
IL VIAGGIO
Il tour operator milanese “Drive Out Viaggi” (tel. 02 48519445, www.driveout.it ), specializzato in percorsi a valenza culturale e ecologica, propone in Namibia un viaggio-spedizione di 15 giorni in fuoristrada alla scoperta delle principali peculiarità del Kaokoland, ma anche dell’intero paese. L’itinerario parte dalla capitale Windhoek, dall’incredibile architettura teutone, e puntando ad ovest si raggiunge il deserto del Namib, uno dei più antichi del mondo vecchio di 80 milioni di anni, dove una nebbia mattutina consente la vita ad un numero elevato di piante e di animali, per visitare le dune di Sassusvlei, le più alte e spettacolari, i suggestivi canyon dei fiumi Sesriem e Kuiseb e Walwis Bay, unico porto namibiano, le cui saline ospitano ingenti colonie di fenicotteri e pellicani. Da Swakopmund si costeggia l’oceano verso nord lungo la singolare Skeleton Coast, così chiamata per i numerosi relitti di navi arenate, fino a Cape Cross, con la sua incredibile colonia di foche. Si entra quindi nel Damaraland, regione montuosa arida dove si possono incontrare struzzi, orici, springbok, iene e sciacalli, ma anche rinoceronti ed elefanti del deserto, per visitare presso Twifelfontein una foresta pietrificata con alberi lunghi 30 m vecchi di 260 milioni d’anni e un sito con 2.500 tra incisioni e pitture preistoriche risalenti a 6.000 anni fa. Proseguendo verso nord si raggiunge il Kaokoland per entrare in contatto con le tribù himba, vero retaggio della preistoria, che si estendono fino al fiume Kunene, al confine con l’Angola. Ultima tappa infine l’Etosha park, uno dei più grandi, antichi e ricco di fauna di tutto il continente, un vero santuario per la grande fauna, dove sarà possibile avere uno straordinario contatto con tutti i diversi tipi di habitat e di animali grazie alla presenza di acqua ed alla bassa vegetazione.
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