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© foto Giulio Badini
© foto Giulio Badini

 

NEL REGNO DEI MAURI

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

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La Mauritania, estrema propaggine occidentale del Sahara a sud del Marocco, risulta una destinazione ancora poco conosciuta anche ai grandi viaggiatori e agli appassionati di deserto. E’ un vero peccato, in quanto si tratta di una meta di notevole bellezza, piuttosto varia e di rilevante interesse, anche se un po’ costosa e con poche strutture ricettive. A colpire i rari visitatori sono in particolare la diversità ambientale tra la fascia costiera atlantica e l’interno desertico, le tribù maure che ancora popolano numerose il deserto con le loro mandrie di capre e di dromedari, il dualismo tra pastori nomadi e agricoltori sedentari, presenti soprattutto al sud fino alle rive del fiume Senegal, gli abbondanti insediamenti preistorici risalenti fino al Paleolitico, i numerosi villaggi di epoca medievale, un tempo importanti nodi carovanieri e rilevanti centri culturali, oggi purtroppo in procinto di essere inghiottiti e cancellati dalla sabbia del deserto che avanza implacabile e inarrestabile. La repubblica islamica di Mauritania è grande tre volte l’Italia ma conta appena un milione e mezzo di abitanti, gran parte nomadi, occupando il deserto ben quattro quinti del territorio; solo il sud rientra nella fascia saheliana e l’effetto climatico moderatore dell’oceano termina alle prime dune. Domina una struttura feudale divisa rigidamente in caste, dove i mauri di origine arabo-berbera stanno al vertice e i neri autoctoni alla base; in pratica vige ancora la schiavitù, abolita solo a parole nel 1980, ma in compenso le donne, non velate, godono di relativa libertà e dignità. Nell’estremo nord oceano e deserto si compenetrano a tal punto da sembrare brandelli di deserto in mezzo al mare; nell’area del parco marino del Banc d’Arguin le disabitate isole di sabbia e i bassi fondali ricchissimi di pesci e di plancton ospitano una delle maggiori concentrazioni al mondo di uccelli acquatici

 

 

© foto Giulio Badini
QUANDO & QUANTO

Partenze settimanali individuali o mensili di gruppo, minimo 4 persone, con voli di linea Royal Air Marocc da Milano e Roma via Casablanca fino al 17 aprile 2008, pernottamenti in alberghi, campi tendati e tende, guide di lingua italiana, quote da 2.350 euro in pensione completa. In Mauritania Drive Out e Viaggi Levi propongono anche una spedizione di 15 giorni che attraversa tutto il paese, con partenze mensili e quote da 2.840 euro.

© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO

Gli operatori milanesi “Drive Out Viaggi” (tel. 02 48519445, www.driveout.it) e “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34934528, www.deserti-viaggilevi.it) propongono in Mauritania un itinerario di 11 giorni in fuoristrada che dalle coste atlantiche ricche di pesci e di uccelli marini si addentra fino agli sterminati campi di dune, ai grandi canyon, alle oasi e alle antiche città carovaniere dell’interno. Il percorso parte dalla capitale Nouakchott, con le sue enormi spiagge disseminate da migliaia di barche colorate, e si sviluppa verso nord camminando sempre sulla battigia, tra le onde dell’oceano, spettrali relitti di navi arenate e dune che si smorzano in mare, fino a raggiungere il parco nazionale del Banc d’Arguin, una serie di isolotti di sabbia dove si concentra un numero elevatissimo di uccelli e di mammiferi marini, che verrà visitato su piccole barche anche per assistere alla tradizionale pesca compiuta dalla popolazione nera Imraghen con l’ausilio dei delfini. Lasciato l’oceano si affronta il deserto seguendo per centinaia di chilometri la più incredibile delle strade ferrate, percorsa dal treno più lungo del mondo, duecento vagoni di minerale ferroso trainati da otto locomotive, con sosta a Ben Amera, un monolite alto 400 m e secondo al mondo solo a quello australiano di Ayers Rock, fino a raggiungere la colossale miniera di ferro a cielo aperto di Zouerate, una delle maggiori al mondo. Dopo le sabbie bianche di Aftassa, il labirinto roccioso di Barkane e le pitture preistoriche di El Meddahiiya, si arriva a Guelb el Richat, un cratere di 38 km di diametro che costituisce uno dei maggiori enigmi geologici africani, e quindi ad Ouadane, oggi una città fantasma in pietra a secco su uno sperone, ma che tra il 1300 e il 1700 rappresentò uno dei più importanti nodi carovanieri del Sahara, con stretti rapporti commerciali con Marocco e Mali, distanti entrambi un mese di cammello. E’ poi la volta di Chinguetti, una delle sette città sante dell’Islam, sede nel Medioevo di una famosa università coranica e capitale culturale della Mauritania, del cui glorioso passato – oggi protetto dall’Unesco – restano gli edifici in pietra grezza tipici dell’architettura sahariana e preziose biblioteche con rari manoscritti. Attraverso gli spettacolari canyon e le imponenti falesie del passo dell’Amogjiar si scende dall’altopiano e dopo un bagno nelle benefiche sorgenti termali della lussureggiante oasi di Terjit si rientra nella capitale.

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