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lunedì 15 ottobre 2018 ..:: Viaggi » AFRICA » Kenya » L'Africa dei safari ::.. Registrazione  Login

 

L’ AFRICA DEI SAFARI

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

Nell’immaginario collettivo il Kenya rappresenta la quint’essenza dell’Africa vera, quella della grande fauna selvatica, delle sterminate mandrie di erbivori al pascolo nella savana, dei fenicotteri rosa sulle rive dei laghi, dei pastori nomadi con le loro mandrie, dei paesaggi sconfinati punteggiati da acacie ombrellifere e maestosi baobab. E’ l’Africa degli scrittori, attanagliati e ispirati dal suo fascino primordiale, dei grandi libri fotografici, dei documentari naturalistici e dei film. Perché proprio qui sembra essere nato lo struggente Mal d’Africa. E anche la terra dove sono nati i safari, che in lingua swaili significa semplicemente viaggio: all’inizio del secolo scorso quelli cruenti dei nobili, dei ricchi e degli avventurieri occidentali armati di fucili, oggi quelli dei turisti di tutto il mondo con digitale e telecamera. Il Kenya, grande quasi due volte l’Italia ma con metà popolazione, rappresenta infatti la principale destinazione turistica dell’Africa Orientale per l’efficiente organizzazione ricettiva, retaggio del colonialismo inglese (oggi ci sono più bianchi che a metà del 900), la sua grande ricchezza faunistica e l’estrema varietà ambientale, che spazia delle candide spiagge sull’oceano Indiano orlate di palme, ventilate dagli alisei e protette dalla barriera corallina, alle colline centro-occidentali ricoperte da piantagioni di the, caffè e canna da zucchero, dalle vette vulcaniche dei monti Kenya (5.199 m), Kilimangiaro (5.896) e Elgon (4.321) con i loro ghiacciai perenni sebbene tagliati dall’Equatore, ai grandi laghi di confine, fino alle infinite steppe semidesertiche del nord e dell’est.

 

IL VIDEO (cliccare due volte)

 

Non solo oggi il Kenya possiede i parchi più belli, ricchi e meglio attrezzati del continente, ma è anche il posto migliore dove poter osservare i famosi “big five”: leone, bufalo, elefante, leopardo e rinoceronte, anche se in realtà possiede in gran numero tutto il campionario della fauna africana. A differenza di altri paesi qui la protezione della natura non affonda le radici nel tempo, perché i coloni inglesi erano più interessati alla produzione agricola e alla caccia, ma risale agli ultimi decenni come reazione ad una inaccettabile attività di caccia e bracconaggio che aveva portato alcune specie sull’orlo dell’estinzione: il primo parco, quello di Nairobi, risale infatti al 1945. Dal 1977 in tutto il paese è vietata la caccia. Ora in compenso annovera una trentina di parchi nazionali (i più famosi sono Tsavo, Amboseli, Masai Mara, Aberdare, Marsabit e parco marino di Malindi) e parecchie riserve naturali minori, tutti con un’enorme varietà di flora e fauna, ed è protetto il 12 % del territorio (contro il 5 % del 1993). Per le loro peculiarità i parchi del monte Kenya e del lago Turkana sono stati riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Tuttavia la stragrande maggioranza del patrimonio naturalistico kenyota si trova fuori dai parchi e per questo motivo stanno sorgendo parecchie riserve private, dotate spesso di ecolodge di grande charme e comfort, dove si può rivivere l’atmosfera dell’old Africa dei safari e dei cacciatori alla Hemingway. In Kenya oggi sopravvive soltanto il 3 % delle foreste originarie; vanta tuttavia una vegetazione molto diversificata per la grande varietà ambientale, dove prevalgono acacie ad ombrello, baobab e arbusti spinosi. Ai piedi delle alte montagne permangono fitte foreste temperate di sempreverdi, con specie pregiate come mogano ed ebano. La varietà ambientale favorisce anche una notevole ricchezza di volatili, in primis struzzi, avvoltoi e marabù, poi fenicotteri, pellicani, gnu e cicogne attorno a fiumi e laghi, buceri e uccelli tessitori nelle foreste. Ma il più affascinante spettacolo della natura è sicuramente costituito dalla migrazione stagionale di erbivori (gnu, zebre, antilopi, gazzelle e bufali), seguiti a vista dai predatori carnivori, dal parco di Masai Mara a quello tanzaniano del Serengeti: milioni di animali in movimento, la maggior concentrazione faunistica della terra, in cerca di acqua e nuovi pascoli.

© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO

L’operatore milanese “Drive Out Viaggi” (tel. 02 48519445, www.driveout.it), specializzato in itinerari a valenza culturale ed ecologica, propone in Kenya un viaggio di 9 giorni dedicato all’esplorazione del parco di Masai Mara e, soprattutto, delle Matthews Range nella regione centrale del Samburuland, una zona remota e poco battuta di montagne ricoperte da una rigogliosa foresta tropicale popolata da una fauna ricchissima e dai guerrieri-pastori Samburu, i quali grazie all’isolamento hanno potuto mantenere immutate le loro antiche tradizioni. Qui sorge un campo privato di grande charme e di minuscole dimensioni (massimo sei ospiti), gestito da un italiano ex cacciatore, dal quale per mancanza di strade e piste si effettuano suggestivi safari a piedi.

QUANDO & QUANTO

Partenze settimanali individuali, minimo due persone, per tutto l’anno con voli di linea Klm via Amsterdam, quote da 4.700 euro in pensione completa. Drive Out propone anche un viaggio di 9 giorni che tocca i parchi nazionali di Masai Mara, Aberdare, Amboseli e la Rift Vallei; partenze settimanali, minimo 4 persone, per tutto l’anno, quote da 1.631 euro con pensione completa in lodge confortevoli, voli a partire da 590 euro più tasse aeree. Per entrambi possibilità di estensioni e di percorsi personalizzati.


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