EGITTO IN BATTELLO SUL LAGO NASSER
di ANNA MARIA ARNESANO
foto di GIULIO BADINI
(per guardare il filmato di Abu Simbel cliccare due volte)
Il più grande lago del mondo non si trova in una regione settentrionale, temperata e verdeggiante, come sarebbe logico aspettarsi, ma in un’arida zona dell’Africa settentrionale, nell’estremo sud dell’Egitto al confine con il Sudan, in pieno deserto del Sahara. Si tratta del lago Nasser, un bacino artificiale creato nel 1971 sul Nilo con l’erezione della Grande Diga di Assuan, che ha allagato una superficie di 5.250 chilometri quadrati (grande come la Liguria) lunga 510 chilometri e larga tra 5 e 35, capace di contenere in media 135 miliardi di metri cubi d’acqua, occupando in pratica tutta la valle del grande fiume tra la prima e la seconda cateratta. In realtà un’altra diga a monte della prima cateratta era già stata edificata nel 1902, ma di dimensioni nettamente inferiori. Quella attuale, vero capolavoro di ingegneria, è larga 3.600 metri e alta 111, ha richiesto il lavoro di 35.000 operai per 11 anni e una quantità di materiale 18 volte superiore a quello impiegato per erigere la piramide di Cheope. Il lago Nasser divenne famoso ben prima di nascere: si sapeva infatti che le sue acque avrebbero sommerso un gran numero di siti archeologici e di monumenti antichi molto importanti ubicati sulle sponde del Nilo. Sotto la spinta dell’Unesco si scatenò allora una campagna internazionale per salvare almeno i 14 monumenti più significativi: quelli piccoli vennero spostati in blocco, i più grandi – come lo stupendo tempio di Ramesse II ad Abu Simbel – furono tagliati in decine di migliaia di pezzi e ricostruti in posizione elevata. Un’operazione unica nella storia dell’umanità. Oggi il lago Nasser, creato tra mille polemiche e perplessità ecologiche, si presenta come un luogo di austera bellezza, autore di scorci panoramici decisamente suggestivi, con straordinari monumenti che vi si specchiano e le dune del Sahara a lambirne le rive. Nelle sue acque, divenute luogo di sosta per un gran numero di uccelli migratori, vivono pesci di eccezionali dimensioni, mentre sulle sponde si possono incontrare gazzelle, volpi e coccodrilli. E con la possibilità di incontrare una nuova etnia sahariana, quella dei beduini pescatori del Nasser, ex contadini e pastori che hanno dovuto abbondonare le loro ataviche professioni per inventarsi una nuova attività.