Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
lunedì 15 ottobre 2018 ..:: Viaggi » AFRICA » Algeria » Cime Hoggar ::.. Registrazione  Login

 

DALLE CIME DELL’HOGGAR

AI PIANORI DEL TASSILI

 

di ANNA MARIA ARNESANO

foto di GIULIO BADINI

 

(per vedere il video cliccare due volte)


 

Bisogna ammetterlo: Tamanrasset non è più il luogo mitico di un recente passato, quando era un piccolo genuino villaggio di montagna di tuareg stanziali del Kel Ahaggar, ricercato per il suo clima mite grazie ai 1.400 metri di altitudine e raggiunto a fatica da esploratori sahariani, da alpinisti intraprendenti e da avventurieri di ogni risma. Oggi Tam è diventata capoluogo del distretto sudsahariano, cresciuta a dismisura e snaturata nelle sue caratteristiche peculiari; non è forse più la gemma del Sahara, ma rimane pur sempre la porta di accesso ad alcune delle regioni più affascinanti del sud algerino verso i confini con Niger e Mali, tra cui l’Hoggar e i Tassili dell’Hoggar. Il massiccio dell’Hoggar, o Ahaggar, ospita le più alte ed estese montagne dell’Algeria, seconde nel Sahara soltanto al Tibesti ciadiano, capaci di superare i 2.900 metri. Questo rilievo, tagliato dal Tropico del Cancro, risulta formato da uno zoccolo cristallino sollevatosi alla fine del Secondario, che nel Terziario e nel Quaternario ha registrato un’intensa attività vulcanica che oggi lo caratterizza attraverso i suoi svettanti picchi, simili in alcuni tratti alle nostre Dolomiti. Un massiccio dall’aspetto grandioso e brullo, con enormi campi di lava nera estesi su un quadrilatero di 600 x 800 chilometri. Gli alti picchi, ambìti da ogni scalatore, sono costituiti dalla lava solidificata all’interno degli antichi camini vulcanici, portati alla luce dall’erosione che ha scavato la roccia circostante meno solida, evidenziando stupende colonne esagonali basaltiche a forma di canne d’organo. Dai 2.728 metri della cima dell’Assekrem, dove si trovano un rifugio alpino e l’eremo di Padre de Foucauld, mitica figura di mistico e studioso della cultura tuareg, si gode uno spettacolare panorama sui picchi, i torrenti che scendono dal massiccio, le guelte con canyon, vasche e marmitte colme d’acqua tra tamerici e oleandri, mufloni saltellanti e piccoli villaggi tuareg con orti coltivati. Numerose pitture e incisioni rupestri attestano come questa regione fosse abitata nella preistoria, quando il Sahara era verde e popolato, e gli uomini salivano tra le sue selve in cerca di selvaggina. A sud del massiccio si estendono invece gli immensi Tassili dell’Hoggar, un ambiente completamente diverso caratterizzato da estesi mari di sabbia, da letti di fiumi fossili e da tabulati di arenaria frantumati dall’erosione in mille forme curiose. Il più classico e il più affascinante dei deserti, quello dell’immaginario collettivo, la cui esplorazione riempie gli occhi e il cuore.

 

QUANDO & QUANTO

Partenze mensili per piccoli gruppi con voli di linea da Roma (e da ogni aeroporto italiano) fino ad aprile 2008, pernottamenti in alberghi e tenda, accompagnatore italiano, quote da 1.860 euro con pensione completa. In Algeria Viaggi Levi propone altri itinerari con durata dai 8 ai 15 giorni: un Tamanrasset-Djanet, una delle più belle traversate sahariane nel mare di dune dell’erg d’Admer; un percorso a sud di Djanet, nella stupenda regione ai confini con la Libia tra il Tassili n’Ajjer e il Tadrart Acacus, un trekking sull’altopiano roccioso del Tassili n’Ajjier alla scoperta delle più belle pitture preistoriche del Sahara e infine un viaggio tra le oasi di Ghardaia e Timimoun , con meharee a dorso di dromedario nella sebka di Timimoun.

© foto Giulio Badini
© foto Giulio Badini
IL VIAGGIO

Nel proprio catalogo “Deserti” l’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34934528, www.deserti-viaggilevi.it), propone una spedizione in fuoristrada di 10 giorni attraverso queste due regioni. Dopo aver compiuto il circuito dell’Atakor, la zona centrale e più alta dell’Hoggar su una pista con continui saliscendi e sensibili pendenze tra incredibili guglie vulcaniche, il percorso si addentra nei Tassili seguendo il corso fossile del fiume Tin Tarabin, toccando Temekerest con i sui incredibili bacini d’acqua e una bella cascata, Youfehakit dalle rocce singolari, vere cattedrali di pietra, e Tagrera con i suoi bizzarri faraglioni che spuntano dalla sabbia dorata a formare una bizzarra coreografia. Si prosegue poi per il misterioso cimitero preistorico di Giri Giri, le enormi incisioni di elefanti nella valle di In Tehak, con un boschetto di acacie attorno ad un pozzo e un piccolo fortino della Legione Straniera, fino alle sabbie rosa di Tahaggart disseminate di guglie, di castelli di roccia, di statue bizzarre e di testimonianze preistoriche, prima di fare ritorno a Tam.

© foto Giulio Badini

Copyright (c) 2005 ©IlGotha.it. Diritti riservati.La copia totale o parziale sarà punita a n.d.legge   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2018 by DotNetNuke Corporation